La risposta breve: dipende da aliquota e budget, con tetto a 5.164,57€
Il massimo che puoi dedurre ogni anno è 5.164,57€. Ma la cifra giusta per te è la più alta che il tuo budget regge, senza toccare il fondo emergenza. Se la tua aliquota IRPEF marginale è almeno il 35%, conviene avvicinarti al tetto. Con aliquota al 23%, bastano 1.000-2.000€ l'anno. Sotto questa soglia di budget, versa almeno quanto serve per ottenere il contributo del datore di lavoro.
Il resto dell'articolo ti mostra come arrivare al tuo numero in quattro passaggi, con esempi reali.
Perché l'aliquota IRPEF cambia tutto
I versamenti al fondo pensione sono deducibili: si sottraggono dal reddito imponibile. Il risparmio fiscale è quindi pari al versamento moltiplicato per la tua aliquota marginale, cioè quella dell'ultimo scaglione di reddito. Se vuoi chiarire la differenza con la detrazione, leggi come funziona la deducibilità fiscale del fondo pensione e quanto puoi risparmiare.
Gli scaglioni IRPEF attuali sono tre:
- 23% fino a 28.000€ di reddito;
- 35% da 28.000 a 50.000€;
- 43% oltre 50.000€.
A questi si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che variano da zona a zona. Il vantaggio reale può quindi essere leggermente più alto di quello calcolato qui.
Ecco quanto cambia il risparmio fiscale a parità di versamento e con il tetto massimo:
| Aliquota marginale | Versi 2.000€: risparmi | Versi 5.164,57€: risparmi |
|---|---|---|
| 23% | 460€ | 1.188€ |
| 35% | 700€ | 1.808€ |
| 43% | 860€ | 2.221€ |
Con il 35%, versare 2.000€ ti costa in realtà 1.300€. Gli altri 700€ li avresti pagati allo Stato. Per vedere la tua fascia, usa la tabella del risparmio fiscale per aliquota IRPEF.
Il calcolo in 4 passaggi

- Parti dal budget, non dal tetto. Una regola pratica è destinare il 20% del netto a risparmio e investimento. Con 1.500€ netti al mese sono 300€, cioè 3.600€ l'anno. Se non hai ancora un quadro chiaro, parti da come costruire il budget prima di investire.
- Metti al sicuro il fondo emergenza. Prima servono 3-6 mesi di spese su un conto accessibile. Il fondo pensione è un capitale vincolato: si incassa alla pensione, salvo anticipazioni e riscatti nei casi previsti.
- Individua la tua aliquota marginale. Guarda il reddito imponibile in busta paga o nell'ultima dichiarazione e confrontalo con gli scaglioni sopra.
- Calcola il costo netto. Costo netto = versamento × (1 − aliquota). Se il numero ti pesa, abbassa il versamento. Se ti lascia margine, alzalo.
Esempio 1: dipendente, 1.500€ netti, aliquota 23%
Il budget di risparmio è 300€ al mese. Il mio consiglio: 100-125€ al mese nel fondo pensione, circa 1.200-1.500€ l'anno, con un risparmio fiscale di 276-345€. Il resto va in un PAC su ETF, che resta liquido. Con il 23% il vantaggio fiscale c'è, ma non è così forte da sacrificare la flessibilità.
Esempio 2: professionista, 40.000€ imponibili, aliquota 35%
Qui il fondo pensione diventa la prima scelta. Se il budget permette 400€ al mese, sono 4.800€ l'anno e un risparmio di 1.680€. Il costo netto è 3.120€. È un rendimento immediato del 35% sul versamento, che nessun ETF può garantirti.
Esempio 3: contratto con contributo del datore
Molti contratti collettivi prevedono un contributo aziendale se aderisci al fondo di categoria e versi una quota minima. È la parte più conveniente di tutte, perché è denaro aggiuntivo. Il contributo del datore rientra nel tetto dei 5.164,57€ deducibili, quindi sottrailo dalla cifra che puoi versare tu. Il TFR, invece, non conta nel plafond: ne parla TFR nel fondo pensione: conviene?
Errori comuni quando si decide l'importo
- Versare il massimo senza fondo emergenza. Se poi ti serve liquidità, puoi trovarti a usare riscatti o anticipazioni in condizioni sfavorevoli.
- Ignorare l'aliquota. Versare 5.000€ con aliquota 23% non è sbagliato, ma il beneficio è molto minore di quanto si legge nelle promozioni. Parti dal numero, non dallo slogan.
- Dimenticare di comunicare i versamenti. Per dedurre, i contributi vanno indicati correttamente. Per i versamenti non dedotti in dichiarazione, devi comunicarli al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo, altrimenti li perdi ai fini fiscali.
- Scegliere il prodotto sbagliato. Un PIP assicurativo con costi sopra il 2% annuo erode in pochi anni il vantaggio fiscale. Il versamento giusto in un prodotto costoso resta un cattivo affare.
- Versare tutto a dicembre. Non è un errore fiscale, ma perdi il vantaggio dell'accumulo graduale. Un versamento mensile automatico è più semplice e più sostenibile.
Se vuoi il quadro completo del meccanismo, parti dalla guida Pensione Integrativa: cos'è, come funziona e perché la maggior parte degli italiani la usa male. Per capire se stai costruendo la tua previdenza nel modo giusto, trovi tutti gli approfondimenti nella sezione Pensione.
Scritto da
Federico Di NataleLibero professionista dal 2021, investo e studio finanza personale dal 2017. Nel corso degli anni ho costruito un portafoglio diversificato tra ETF, obbligazioni e asset alternativi. InvestireBene nasce dalla volontà di condividere quello che ho imparato sul campo — senza conflitti di interesse, senza prodotti da vendere, con la stessa chiarezza che avrei voluto trovare quando ho iniziato.
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