Cosa devi dichiarare nel 2025 se hai criptovalute
Nel 2025, chi detiene criptovalute in Italia deve compilare il quadro RW del modello Redditi PF se la giacenza media annua ha superato i 2.000 euro nel 2024. Se hai realizzato plusvalenze superiori a 2.000 euro in un anno fiscale, devi anche pagarci l'imposta sostitutiva del 26% — aliquota in vigore dal 1° gennaio 2023 dopo la riforma contenuta nella Legge di Bilancio 2023. Non dichiarare significa rischiare sanzioni tra il 3% e il 15% del valore detenuto, per ogni anno non dichiarato.
Le due cose che devi dichiarare (e perché sono diverse)
Molti fanno confusione perché la dichiarazione delle crypto riguarda due aspetti distinti, con logiche separate:
1. Il quadro RW — monitoraggio fiscale
Il quadro RW serve a dichiarare al fisco il possesso di criptovalute detenute all'estero o su exchange esteri (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.). La soglia è la giacenza media annua superiore a 2.000 euro. Non è una tassa: è un obbligo di trasparenza. Se hai tenuto 3.000€ di Bitcoin mediamente durante il 2024, devi compilarlo anche se non hai venduto nulla.
Dal 2023, nel quadro RW va indicato anche il valore al 31 dicembre del portafoglio crypto, non solo la giacenza media. È un dato che l'Agenzia delle Entrate può incrociare con le segnalazioni obbligatorie degli exchange.
2. Il quadro RT — tassazione delle plusvalenze
Se hai venduto, scambiato o utilizzato crypto nel 2024 realizzando un guadagno complessivo superiore a 2.000 euro, devi dichiararlo nel quadro RT e pagare il 26% di imposta sostitutiva. Il calcolo funziona così:
- Plusvalenza = valore di vendita − costo di acquisto (con data e prezzo documentati)
- Se la plusvalenza annua supera 2.000€ → si applica il 26% sull'intero importo (non solo sulla parte eccedente)
- Le minusvalenze compensano le plusvalenze dello stesso anno e possono essere riportate nei 4 anni successivi
Esempio concreto: Hai comprato 1 Bitcoin a 20.000€ nel 2022 e lo hai venduto a 55.000€ nel 2024. Plusvalenza = 35.000€. Imposta dovuta = 35.000 × 26% = 9.100€.
Nota importante: lo scambio crypto-to-crypto (es. vendere BTC per comprare ETH) è considerato un'operazione fiscalmente rilevante, anche se non sei mai "uscito" in euro. È uno degli errori più comuni.
La scadenza e come si presenta nel 2025

La dichiarazione dei redditi per l'anno fiscale 2024 va presentata:
- Modello 730: entro il 30 settembre 2025 (ma le crypto non si dichiarano nel 730 ordinario — serve il modello Redditi PF)
- Modello Redditi PF: entro il 15 ottobre 2025 (via telematico)
Chi ha solo crypto e nessun altro reddito complesso può usare il modello Redditi PF precompilato disponibile sull'area riservata dell'Agenzia delle Entrate. Dal 2024 molti exchange europei trasmettono automaticamente i dati al fisco italiano in base alla direttiva DAC8 — quindi il fisco sa già più di quanto molti pensino.
Per compilare correttamente, ti servono:
- Il report delle transazioni scaricato dall'exchange (ogni piattaforma lo genera in formato CSV o PDF)
- Il prezzo di acquisto documentato per ogni operazione (FIFO — First In First Out è il metodo riconosciuto dall'Agenzia delle Entrate)
- Il valore al 31/12/2024 del portafoglio complessivo
Gli errori più comuni (e quanto costano)
Chi si avvicina per la prima volta alla dichiarazione delle crypto tende a commettere gli stessi errori. Eccoli in ordine di gravità:
1. Non compilare il quadro RW perché "non ho venduto nulla". Errore grave. Il monitoraggio fiscale è dovuto indipendentemente dalla vendita. La sanzione base per omissione è del 3% del valore non dichiarato, ma sale al 15% per asset detenuti in paesi non collaborativi.
2. Ignorare gli swap crypto-to-crypto. Scambiare BTC con ETH è una cessione onerosa. Il fisco la tratta esattamente come una vendita. Se il BTC era in guadagno al momento dello swap, quella plusvalenza è tassabile.
3. Non documentare il prezzo di acquisto. Se non riesci a provare quanto hai pagato, l'Agenzia delle Entrate può considerare il costo di acquisto pari a zero — e tassarti sull'intero valore di vendita. Tieni sempre i report storici degli exchange.
4. Confondere la soglia dei 2.000€. La soglia si applica sia alla giacenza media (per il quadro RW) sia alle plusvalenze (per il quadro RT). Sono due soglie indipendenti. Puoi dover compilare il quadro RW senza dover pagare imposte sulle plusvalenze, o viceversa.
5. Pensare che il ravvedimento operoso non sia applicabile. Se ti sei dimenticato di dichiarare negli anni precedenti, il ravvedimento operoso ti permette di regolarizzarti con sanzioni ridotte. Aspettare che arrivi un accertamento è sempre la scelta peggiore.
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Scritto da
Federico Di NataleLibero professionista dal 2021, investo e studio finanza personale dal 2017. Nel corso degli anni ho costruito un portafoglio diversificato tra ETF, obbligazioni e asset alternativi. InvestireBene nasce dalla volontà di condividere quello che ho imparato sul campo — senza conflitti di interesse, senza prodotti da vendere, con la stessa chiarezza che avrei voluto trovare quando ho iniziato.
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